UNA VITA DA RICORDARE


(Padova 15 maggio 1730, Selvazzano 4 novembre 1808) scrittore italiano.

Cesarotti ritrattoDi nobile famiglia, fu allievo del seminario di Padova, dove studiò giurisprudenza, lettere e filosofia. Qui ottenne giovanissimo la cattedra di retorica.

A Venezia (1759) divenne precettore dei figli del senatore Girolamo Grimani e vi rimase fino al 1768. Qui riesce ad avvicinare alcuni dei personaggi più noti del momento tra cui il senatore Angelo Querini, il doge Mario Foscarini.
A Venezia fece importanti incontri di carattere culturale ed ebbe notevoli stimoli intellettuali.
In particolare s'incontrò con il diplomatico ango-italiano Carlo Sackville che gli fece conoscere Ossian e lo aiutò nella traduzione.

Poi ebbe contatti con Goldoni, di cui lodava il talento. I due s'incontrarono nella primavera del 1762. Cesarotti affidò a Goldoni, che si stava trasferendo a Parigi, la traduzione delle tragedie di Voltaire perchè la consegnasse a Voltaire in persona. In realtà la commissione non fu eseguita da Goldoni ma da intermediari.

Nel 1768 grazie all'influenza di Grimani riuscì ad ottenere la cattedra di lingua greca ed ebraica dell'Università e si trasferì a Padova.

cesarotti statua

Nel 1779 grazie alla protezione della contessa Francesca Capodilista divenne Segretario perpetuo dell'Accademia di Lettere Scienze ed Arti creata dal Senato Veneto nello stesso anno.

Cauto sostenitore degli ideali di illuministici, alla epoca della Repubblica Veneta fu nominato membro del Comitato d'Istruzione Pubblica della Municipalità padovana e scrisse opuscoli e saggi d'argomento pedagogico e politico.

La rivoluzione, nel frattempo aveva travolto e sconvolto l'Europa. Come molti si era entusiasmato ai nuovi principi rivoluzionari, ma preso deluso e impaurito per gli eccessi commessi dai francesi, aveva preso a condannare apertamente e con inaspettata insistenza i giacobini. 

Si trattò, come sostengono alcuni storici, di "un'abile opera di depistaggio" per non essere accusato di giacobinismo come altri suoi colleghi, oppure dobbiamo considerare Cesarotti "un intellettuale trasformista" interessato a conservare la propria tranquillità?

Al momento delle invasioni delle armate francesi in Italia, dopo un primo momento di incertezza, egli vide in Bonaparte il restauratore della tranquillità e dell'ordine. All'arrivo del generale Bonaparte a Padova, il 2 maggio 1797, il Cesarotti gli andò incontro insieme con gli altri nobili padovani per rendergli omaggio tanto che il Bonaparte, già lettore e ammiratore di Ossian, lo prese sotto la sua protezione concedendogli l'ingresso nel Collegio dei Legisti.

Quando dopo il trattato di Campoformio Venezia passò sotto il dominio austriaco, il Cesarotti si dimenticò dei suoi recenti entusiasmi, ma ormai si era ritirato nella sua villetta di Selvazzano.

Qui morì il 4 novembre 1808, dopo aver affidato al Barbieri, suo discepolo, la propria collezione di libri e manoscritti.